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La Grangia di Somma Vesuviana

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La Grangia di Somma Vesuviana

Nel cuore di Somma Vesuviana, in quello che oggi è chiamato “Palazzo del Principe” affacciato su Piazza Vittorio Emanuele III, si celano otto secoli di storia monastica. Questo maestoso edificio fu una delle più importanti grange della Real Certosa di San Martino di Napoli, vero centro nevralgico dell’economia e della spiritualità certosina nel territorio vesuviano. I Padri Certosini si insediarono a Somma già nel XIV secolo, quando proliferano nel territorio campano le grange sotto l’osservanza dell’Ordine.
La struttura principale della grangia, articolata su tre ali interne e un lungo corpo che va da via San Pietro fino alla cupa di San Giorgio, era molto più di un semplice convento. Come tutte le grange certosine, era una vera e propria masseria produttiva dove i religiosi lavoravano, dormivano, mangiavano e pregavano, dotata di dormitorio, refettorio e cappella.
Il Catasto Onciario del 1744 descrive con precisione la proprietà: “una casa, seu granciam, con giardino contiguo …

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Testimonianza: La seduzione dell'assoluto

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Testimonianza: La seduzione dell’Assoluto

Questa testimonianza di una monaca certosina ci offre uno sguardo raro su un cammino spirituale che inizia in un’epoca di profonde trasformazioni culturali e sociali. Negli anni in cui il Concilio Vaticano II stava ancora dispiegando le sue conseguenze nella Chiesa e nella società occidentale, dove la secolarizzazione avanzava e le certezze tradizionali venivano messe in discussione, una giovane donna cresciuta in un ambiente laico e anticlericale si trovò ad affrontare un’attrazione inspiegabile: il fascino dell’immensità di Dio, percepito fin dall’infanzia.
La sua storia ci parla di una lotta interiore durata anni – dalla prima chiamata nell’adolescenza fino al battesimo a ventidue anni – in un contesto culturale che rendeva questa scelta ancora più controcorrente. Eppure, dopo oltre quarant’anni di vita monastica, la sua voce risuona di una certezza che attraversa il tempo e giunge fino a noi.
Fin dalla mia prima giovinezza, quando avevo quattro anni, mentre ricevevo un’educazione …

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Bernardo di Chiaravalle

L’Amore di Dio è davvero il respiro dell’anima. La cosa meravigliosa è che la Sua pazienza è realmente infinita, illimitata. E la gioia che Egli prova nel vedere che volontariamente ci apriamo a Lui — che in realtà è da sempre con noi — è anch’essa infinita. È sempre stato lì, paziente: siamo noi che non lo vediamo, siamo noi che lo veliamo ai nostri occhi.
La Sua gioia è come quella del padre che accoglie il figliol prodigo pentito: non vede più ciò che eri, ma ciò che, dopo un vero pentimento, sei diventato. E allora ti accorgi che non ti rivolgi più a Lui per paura o per ottenere una ricompensa futura, ma per puro Amore.
Comprendere che ciò che ho fatto in passato, o che faccio al prossimo, lo faccio in realtà a Lui e a me stesso, inizialmente mi ha riempito di dolore. Ero disperato per il peccato, una disperazione senza speranza, direi quasi come quella di Giuda, una disperazione diabolica. Per paura della punizione ero terrorizzato e non riuscivo a vedere la misericordia …Altro

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Due tele, due visioni

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Due tele, due visioni

Cari amici di Cartusialover, dopo la recente pubblicazione dell’articolo sul ritorno delle due tele monumentali di Giuseppe Avanzi alla Certosa di Ferrara, sono rimasto piacevolmente colpito dal vostro entusiasmo. In molti mi avete scritto chiedendo di saperne di più — chi mi ha chiesto di capire meglio le scene raffigurate, chi era curioso del significato teologico, chi semplicemente voleva “leggere” i dipinti con occhi più consapevoli prima di andare a vederli di persona. Ho raccolto le vostre domande e ho deciso di dedicarci un approfondimento. Eccolo.
Il pittore “riluttante”: ma chi era Giuseppe Avanzi?
Ferrarese, nato il 30 agosto del 1645 e morto il 29 maggio del 1718 , Avanzi non è esattamente quello che ci si aspetterebbe dall’autore di due opere così imponenti. Le fonti coeve lo descrivono come un uomo “dedito ai giuochi, alle gozzoviglie e alla caccia” — più incline ai piaceri della vita che alla disciplina dell’atelier. Eppure, come annota il cronista Nicolò Baruffaldi …

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Ecco il mio nuovo libro, nato nel silenzio della Sagrestia.

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Nel silenzio della Sagrestia

Cari amici di Cartusialover, sono lieto di annunciarvi di aver portato a termine un nuovo progetto editoriale, frutto di un lungo periodo di presenza, osservazione e silenziosa contemplazione presso la Certosa di San Martino a Napoli. Si tratta del terzo libro di un percorso che attraversa ormai quarant’anni, un tempo non orientato alla produzione ma alla cura: anni in cui ho cercato di selezionare i semi, sarchiare il terreno, concimare e attendere, lasciando che le cose maturassero senza forzature. Oggi non si tratta di iniziare qualcosa di nuovo, ma di accogliere e raccogliere ciò che nel silenzio ha preso forma.
Questo volume prende corpo come un viaggio contemplativo attraverso uno dei più straordinari cicli di tarsie lignee del Rinascimento italiano, custodito nella Sagrestia della Certosa, e nasce da una frequentazione quotidiana e assidua di questo luogo riservato.
Non è né un saggio accademico né un semplice catalogo d’arte, ma piuttosto un tentativo di trasmettere il …

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Ecco l'Uomo Crocifisso

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Ecco l’Uomo Crocifisso

Nel Venerdì Santo, giorno del silenzio e dell’adorazione, la Chiesa contempla il mistero più profondo: il Figlio di Dio consegnato, umiliato, trafitto per amore. Le meditazioni che seguono, tratte dalla tradizione certosina, ci aiutano a fissare lo sguardo su Cristo nel momento in cui Pilato lo presenta al mondo — Ecce Homo — e nell’ora suprema della sua morte, quando il Redentore apre il cuore all’umanità. Parole antiche, scritte da Dom Antonio de Molina, ma sempre nuove, che invitano a entrare nel dolore e nella tenerezza di Colui che ha amato fino all’estremo.
Ecce Homo
Sebbene Pilato abbia detto queste parole: Ecce Homo dando loro un unico significato, possiamo e dobbiamo considerare il loro significato da molti altri approcci. Il primo è che l’eterno Padre dice a ogni uomo: Ecce Homo. Guarda, o uomo, quale amore ti porto e quale valore ha per me la tua anima rispetto al fatto che ho dato per essa il mio unico Figlio, che amo come me stesso, nel quale prendo il mio piacere e …

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La notte in cui Amo' fino alla fine

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La notte in cui Amò fino alla Fine

Cari amici, nel silenzio profondo del Giovedì Santo, mentre la Chiesa contempla il mistero dell’ultima notte di Gesù, tornano preziose alcune antiche meditazioni spirituali che aiutano a entrare con più consapevolezza nel dramma della Passione. I testi che seguono, estratti dagli “esercizi spirituali” di Dom Antonio de Molina, aprono uno sguardo intenso su ciò che Cristo visse quando fu condotto davanti ad Anna e Caifa, e su quanto soffrì interiormente e corporalmente nell’orto del Getsemani. Sono pagine che invitano alla compassione, alla gratitudine e alla contemplazione, per restare accanto al Signore nel momento in cui si offre con amore per la salvezza del mondo.
Come Gesù fu presentato ai sommi sacerdoti Anna e Caifa.
Senza altre informazioni e senza cercare oltre, tutti lo condannano a morte. Sebbene il Signore riconosca la sentenza come ingiusta e temeraria, è con immenso amore che l’accetta nel suo cuore a causa del suo grande desiderio della nostra salvezza. Ma tu, mentre …

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Il Re che viene per te

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Il Re che Viene per Te

Cari amici di questo blog, la Domenica delle Palme apre la Grande Settimana e ci pone davanti a un mistero sorprendente: il Figlio di Dio entra a Gerusalemme non come un re che domina, ma come un Salvatore che si dona. Mentre il popolo lo acclama e la città si agita, Cristo procede mite, umile, determinato ad amare fino alla fine. Le parole di questa antica meditazione certosina, di Dom Antonio de Molina, ci aiutano a comprendere la profondità del suo gesto: una regalità che non schiaccia, ma risana; una vittoria che non conquista territori, ma cuori. Accogliamo anche noi, come la folla di allora, il Re che viene per noi, e lasciamo che la sua mansuetudine entri nella nostra vita.
L’accoglienza data a Cristo nostro Signore a Gerusalemme nella domenica delle Palme.
Considerate la grande nobiltà e la generosità dell’anima di Cristo nostro Signore perché avendo ricevuto a Gerusalemme tanti insulti e affronti, sapendo che poco tempo fa nel concistoro pubblico e nel concilio generale …

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Fratel Odon: L'Uomo dagli innesti impossibili

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Fratel Odón: L’Uomo degli innesti impossibili

Nel silenzioso funzionamento delle Certose, quando il tempo semina scorrere al ritmo della preghiera e delle stagioni, emerge che le custodiscono storie inattese, quasi nascoste tra le pieghe della vita monastica. Fratel Odón Peiró Peiró è una di queste: un fratello converso capace di unire memoria prodigiosa, umile operosa e un sorprendente talento per gli alberi da frutto.
Viaggiatore discreto tra
Farneta, Aula Dei e Nonenque, sopravvissuto agli sconvolgimenti della storia e testimone di spiritualità luminose come quelle di Madre Margherita e Madre Teresa Bümm, Fratel Odón porta con sé un mondo di ricchezza, incontri, ironia e piccoli miracoli botanici.
Il suo nome definisce una singolare forma di “arte silenziosa”: la capacità di creare mondi, in un’unica linea, feconde di diversità. Un’immagine che semina la sua vera essenza: un uomo capace di convivere nella sua vita, servizio, contemplazione e un sorprendente amore per la sua creazione.
Questa è la sua storia: semplice …

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San Giuseppe, Patrono della buona morte

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San Giuseppe, patrono della buona morte.

Il 19 marzo, giorno in cui la Chiesa celebra San Giuseppe, si apre davanti a noi un’occasione privilegiata per meditare sulla figura silenziosa e forte di colui che Dio scelse come custode di Gesù e di Maria. In questa ricorrenza così cara alla tradizione monastica e alla devozione popolare, desidero condividere un testo di straordinaria intensità spirituale scritto dal certosino Dom Gabriele Maria Fulconis. Le sue parole, radicate nella profondità della vita certosina, ci guidano a riscoprire San Giuseppe come protettore dei morenti e avvocato della buona morte, maestro di abbandono fiducioso e di pace interiore. Una meditazione ed una preghiera che, nella luce della sua festa, risuonano con particolare forza e dolcezza.
San Giuseppe è il protettore e l’avvocato dei morenti.
È soprattutto nel momento della morte, in quell’istante solenne e decisivo per la mia salvezza, che San Giuseppe mi assisterà in modo speciale, se sarò stato fedele nel pregarlo e onorarlo per tutta la vita.…

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Dom Jean Birel

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Dom Jean Birel

Con l’approfondimento di oggi si concludono le biografie dell’elenco di tutti i Ministri Generali dell’Ordine certosino, dalla fondazione ad oggi, termina un lungo percorso attraverso quasi mille anni di storia certosina.
Da San Bruno, che nel 1084 si ritirò nel deserto della Chartreuse cercando Dio nel silenzio e nella solitudine, fino ai nostri giorni, si è dipanata una catena ininterrotta di testimonianza contemplativa. Ogni Priore Generale, custode fedele del carisma bruniano, ha incarnato il motto che da secoli guida l’Ordine: “Stat Crux dum volvitur orbis” – la Croce resta salda mentre il mondo gira.
Attraverso queste biografie ho cercato di restituire non solo i nomi e le date, ma il respiro spirituale di uomini che hanno reso la loro vita un silenzioso atto d’amore. Un patrimonio di santità nascosta che continua, immutato nella sostanza, fedele alla Regola, lontano dai riflettori del mondo. A chi ha seguito questo lungo cammino, il mio grazie. E a chi si accosta per la …

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La Chiesa, giardino custodito

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La Chiesa, giardino custodito

Cari amici, nel giorno in cui la Chiesa ricorda Dionigi il Certosino, maestro di vita spirituale e interprete profondissimo della Scrittura, risuona con particolare forza la sua meditazione sul Cantico dei Cantici, testo privilegiato della tradizione mistica cristiana. In esso, l’amore sponsale tra Dio e il suo popolo diventa chiave simbolica per comprendere il mistero della Chiesa, realtà insieme visibile e spirituale, storica e celeste.
Dionigi, fedele al carisma certosino di silenzio, contemplazione e custodia interiore, legge l’immagine del “giardino ben recintato” come una luminosa sintesi dell’ecclesiologia biblica: la Chiesa è il luogo coltivato da Dio stesso, spazio fecondo di grazia, virtù e sacramenti, ma anche realtà da proteggere, vigilare e custodire. Il giardino non è lasciato all’abbandono, bensì circondato da mura spirituali: l’amore, il timore filiale, la preghiera, la lotta quotidiana e la fedeltà alla Parola.
Questa visione, profondamente radicata nella Scrittura …

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Un soggiorno nelle certosa di Selignac

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Un soggiorno nella Certosa di Sélignac

Cari amici lettori, oggi desidero condividere con voi una testimonianza davvero preziosa. Un lettore del blog, rispondendo al mio appello rivolto a chi avesse vissuto l’esperienza di soggiornare nell’ex Certosa di Sélignac, ha voluto inviarmi un reportage ricco di dettagli, impressioni e osservazioni personali. Lo ringrazio sinceramente: il suo racconto sarà, ne sono certo, utile e interessante per chiunque desideri conoscere più da vicino questo luogo così particolare.
La Certosa francese di Sélignac (“Chartreuse du Val-Saint-Martin de Sélignac” o “Certosa di San Martino nella valle di Sélignac”), fondata nel 1202, fu chiusa nel 2001 a causa dell’apertura di nuovi monasteri certosini in Corea del Sud e in Brasile, e del ripopolamento della vicina Certosa di Portes. Vi furono quindi inviati monaci di diverse case; i monaci di Sélignac furono distribuiti tra diversi monasteri certosini.
… L’Ordine Certosino non abbandonò completamente la Certosa di Sélignac, ma la affidò alla …

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Il fantino che scelse il silenzio.

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Il fantino che scelse il silenzio. L’ultimo priore della Certosa di Jerez

L’ultimo priore della Certosa di Jerez non ha voluto rilasciare un’intervista “equestre”. «Il mio bilancio di successi è stato molto scarso», ha scritto in un’e-mail dalla Corea del Sud. Ma dietro quella modestia — così tipicamente certosina — si cela una storia ben diversa.
Aggiunge che la passione per i cavalli è «congelata». Congelata, non spenta.
Chi conobbe Juan María Moreno de la Cova Maestre (Siviglia, 1949) negli anni Settanta ricorda bene i primi segnali di un’inclinazione al misticismo. Ma allora nessuno li prese veramente sul serio, perché tutto nella vita del giovane Juan María sembrava condurlo ai cavalli, non al chiostro. Per questo il giorno in cui suo cugino Miguel mise in moto la Renault 5 rossa per accompagnarlo alla Certosa di Jerez, molti rimasero increduli. Aveva aspettato che finisse la Fiera di Siviglia del 1977: suo padre, l’ex sindaco Félix Moreno de la Cova, non avrebbe tollerato un’assenza in quella che considerava la settimana più importante …

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La cella che diventa cielo

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“La cella che diventa cielo: i quattro esercizi che trasformano il cuore”

Nel cuore della tradizione monastica occidentale, la cella non è semplicemente un luogo di solitudine, ma uno spazio abitato da una Presenza. Dom Adamo Scoto, con la sua sapienza ardente e concreta, descrive la cella come una piccola anticamera del cielo, dove il monaco sperimenta già i primi bagliori della pace futura. In questo ambiente esteriore e interiore, quattro esercizi – la lettura, la meditazione, la preghiera e il lavoro – diventano i cardini di una trasformazione silenziosa ma radicale. Attraverso di essi, la bocca che prega parla all’orecchio di Dio, e la Parola letta diventa voce divina che tocca l’orecchio dell’uomo. La cella, così vissuta, non è costrizione ma spazio generativo: un laboratorio dello Spirito in cui l’anima si purifica, il pensiero si ordina, le mani si santificano e il cuore si amplia. È qui che si impara l’arte più alta: rimanere alla presenza di Dio e lasciare che Egli plasmi la vita in profondità.
I quattro esercizi che devono essere praticati …

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N.S.dellaGuardia

Il film Il grande silenzio